Ritratto, matita su carta

Tra le cose che ho aggiunto nel portfolio ci sono anche cose fatte con metodi più tradizionali, come la matita su carta. E’ ormai da troppo tempo che non disegno più in questo modo, non so perché. Ma l’ultimo ricordo che ho di questa modalità è il ritratto che feci alla mia ragazza (aka il primo ritratto in assoluto fatto ad una persona) ed è il seguente:

Di questo però ne ho anche un’altra versione, fotografata dopo averlo finito, ovvero dopo aver reso lo sfondo nero invece che bianco.

Lo posto qui, in esclusiva per il blog:

La qualità purtroppo non è la stessa, ma è apprezzabile comunque.

Duro come il quarzo

Esiste un videogame, l’unico videogame tra tutti quelli esistenti di tutti i generi mondiali, che ritengo possa definirsi il migliore.

Parlo di Tyrian. Questo Shoot ‘em up è probabilmente ciò che più si avvicina alla perfezione in merito di gameplay, divertimento, colonna sonora, trama e sviluppo. E, chiaramente, grafica.

La pixelart di questo gioiello è una delle più belle e raffinate che io abbia mai visto, dà veramente un senso al passaggio da 16 colori a 256 colori in quell’epoca dove tutti si limitavano a usare più colori possibili semplicemente perché potevano. Da questa gemma ho tratto ispirazione negli anni, e quando mi era stato chiesto di realizzare qualche navetta per un ipotetico shoot ‘em up non ho potuto fare a meno di pensarci.

Questo è il mio umile tributo. Una navetta (nome in codice Quartz) composta da moduli che durante il gioco si sarebbe potuta equipaggiare per ottenere armi migliori o caratteristiche differenti. E’ davvero un peccato che di questo pezzo non si sia fatto più niente, e che dello sviluppatore non ne ho più avuto notizia.

Ho comunque un’idea su come utilizzarlo lo stesso, e spero di riuscirci perché è davvero un peccato e pensare a qualcosa che poi non verrà usato è triste come un panda.

Portfolio

Finalmente posso dire di avere il mio personalissimo portfolio, e posso anche dire di averlo scritto di mio pugno.

Ci son dentro diverse cose mai messe in questo blog ma che sicuramente nei prossimi giorni mi accingerò a descrivere. Per adesso godetevi il portfolio.

asuarts.it

Trovate anche il link nella colonna a destra.

Aggiornamento strutturale

Piccole modifiche alla casa dall’esterno:

I’m an architect!

Forse non ancora ultimata (tralasciando diversi elementi che arricchirebbero il paesaggio ma che non fanno propriamente parte della casa). Non vedo l’ora di pixellarne gli interni!

Menù a manovella

Posterò in questo articolo le recenti modifiche al menu di Terra, che andrò via via a commentare.

* Attenzione: molte immagini in un articolo solo *
* Click per ingrandire *


• La hud è stata spostata in basso, spazio dove generalmente c’è scura ed inutile terra.
• Al posto dello stato (KO, veleno ecc…) in alto a destra dell’avatar ho aggiunto il livello del personaggio.
• Parti di questa hud fanno uso della hud del Blizz-ABS (by Blizzard).


• Versione riadattata del Ring Menu (by XRXS, Dubealex e Hypershadow180).
• Andare a destra o sinistra fa ruotare le icone!
• Totale contante (gusci e conchiglie) a sinistra, luogo a destra.

Le icone del menù


• Inventario, con le barre della salute e del mana sotto.
• L’immagine descrittiva dell’oggetto è solo un segnaposto, verranno pixellate.


• Menù delle abilità, molto simile a quella dell’inventario ma senza l’immagine descrittiva.


• Equipaggiamento, e qui si fa interessante.
• A sinistra l’immagine del personaggio vista dall’alto.
• A seconda di cosa si evidenzia in alto a destra, si illumina la corrispondente parte del corpo a sinistra (in questo caso le braccia per l’arma).
• Tutte e 7 le statistiche, 4 base e 3 derivate.
• L’inventario sotto che mostra quanti equip si hanno in borsa.
• Molto probabilmente l’accessorio (qui Ring of Strength) non avrà caratteristiche particolari se non quella di cambiare la grafica del personaggio nella mappa (per esempio con l’aggiunta di un cappellino).


• Il log delle missioni, versione riadattata dello script di Zeriab.
• Ogni missione avrà la sua icona personale.


• Ogni icona di missione è cliccabile, e cliccarla mostrerà una seconda finestra di informazioni, quest giver, zona di consegna e obiettivo.


• Schermata di salvataggio.
• Mostra un personaggio per volta, design accativante!
• Clicca qui per vedere la schermata di caricamento.
• Clicca qui per vedere la schermata di uscita.


• La schermata dei trofei sbloccati! (versione riadattata dello script di Stripe103 e Zeriab).
• Ogni trofeo (achievement) raggiunto aggiungerà un gettone Maya, che potrà venire usato per un minigame.


• La schermata più importante: i tasti rapidi.
• Si potrà scegliere se aggiungere abilità e/o oggetti nell’inventario come hotkey.

Molte parti sono ancora in inglese, perché tutto ciò è ancora un work in progress prossimo alla fine.

Qui termina il tour, la font utilizzata per i dialoghi è Vinque!

Analisi e crocifissione del gioco di ruolo

Provenendo direttamente da un gioco di ruolo certe volte mi vien da pensare come sia il mondo là fuori, al di fuori di Kalimdor.

Tutti i generi di videogiochi esistenti hanno certe caratteristiche, ma la cosa più interessante è che ognuno di questi premia qualcosa che solo il giocatore ha e deve utilizzare per poter giocare al meglio. Se devo pensare a quali abilità ogni genere mette sul tavolo del player, questo è quello che riesco a tirare fuori:

  • FPS – Destrezza e riflessi;
  • RTS – Comando e capacità di controllare grandi quantità di unità in tempo reale;
  • TBS – Strategia militare;
  • Punta e Clicca – Fantasia e creatività;
  • Sport – Conoscenza delle regole e strategie di quel particolare sport;
  • Platform – Precisione nell’uso dei comandi;
  • Tomb Raider Series – La tua idea che archeologia e tette vadano d’accordo;
  • The Sims – La tua femminilità nascosta capace di arredare un bagno;
  • RPG/MMORPG – ?

E’ esatto. Il gioco di ruolo non premia niente. E’ lento, noioso, fatto di mille letture e/o filmatini. Non hai bisogno di essere particolarmente veloce o attento, e questo fa sì che tutti possano diventare bravi in questo genere (e nonostante questo non attira comunque buona parte dei gamers). Ma più di tutte il gioco di ruolo è lento!

Non solo devi raccogliere oggetti, raggiungere un certo livello altrimenti gli avversari ti fanno fuori, equipaggiarti al meglio e quindi farmare la moneta corrente del gioco, leggere dialoghi di storia senza fine, scoprire tutti i segreti… ma la mappa in cui di solito si svolge il gioco è immensa! Non mi stupisce affatto che nei gdr moderni non ci sia il contapassi.

Il gdr è un riadattamento dei famosi rogue-like per avere un’esperienza di gioco simile ma più vasta e varia. Non si può pretendere troppo però da un genere che nasce da un altro genere noioso, infatti è stato miscelato.

Il gioco di ruolo vero e puro è qualcosa che ormai esiste solo in rete (e nella misteriosa nazione giapponese) ed il MMORPG è probabilmente il genere più odiato e controversalmente amato di sempre. Ma non tutto è perduto: l’essenza e tutti i tratti positivi che il gdr possa avere sono perfetti per mischiarsi a qualunque altro genere in esistenza al momento!

Per citarne alcuni: Borderlands è uno sparattutto con qualche elemento da gioco di ruolo; Need for Speed è un gioco di guida con qualche elemento da gioco di ruolo, Warcraft III è uno strategico in tempo reale con elementi da… allo stesso modo è vero il contrario in quanto giochi come Mass Effect e Fallout 3 sono dei gdr con elementi da sparattutto mentre Dragon Age contiene elementi da gioco di strategia a turni. Che fine ha fatto il genere vero e proprio?

Ve lo dice la tripla B. E’ deceduto tanti anni fa. Mentre tanti altri giochi continuano ad essere fedelissimi al proprio genere, le pecche della quale soltanto il gdr è composto fanno sì che diventi ripetitivo dopo uno o due titoli della stessa serie. Come mai questo non viene praticamente mai detto per tutti gli altri generi? La risposta è celata nei difetti del gioco.

  • É un genere lento – Perché mi fai correre un tratto di strada pari a tre vie reali di centro soltanto per consegnare una lettera misteriosa che non posso nemmeno leggere? Se non voglio uscire di casa e giocare ad un gioco non significa che debba fare i metri non percorsi nella vita reale sul computer. Tanto non dimagrisco. Non mi fa bene. Sì, ok, il paesaggio è bello e curato ma non ne vale la pena. Meglio un titolo uguale al precedente ma rapido piuttosto che la stessa solfa lunga più della trilogia estesa del Signore degli Anelli di fila.
  • É sbilanciato – Perché dovrei picchiare gli avversari con la spada di legno che mi ha dato il nonno prima di morire dicendomi di partire all’avventura, quando potrei prendere in mano un grenade launcher? Per poi scoprire che l’arma finale del gioco – un bastone magico – è più forte di un’arma esplosiva! In certi giochi conta soltanto l’equipaggiamento, non il modo in cui si gioca.
  • Si perde in frivolezze, la maggior parte dovuti all’interfaccia – Se l’equipaggiamento e la raccolta di oggetti è così importante perché mi fate perdere tempo a sistemare gli oggetti nell’inventario, in alcuni casi stando anche attenti a quanti spazi occupino? Sembra più tetris con elementi di gioco di ruolo. É inoltre abbastanza brutto scoprire che (probabilmente per colpa dei controlli delle consolle) giochi come Mass Effect non possano avere un sistema di inventario decente.
    Chrono Trigger 1 – Mass Effect 0.
  • L’interpretazione del personaggio – Non è nemmeno corretto chiamare il genere con il suo nome. Non è più un gioco di ruolo (o meglio ancora, la versione digitale non lo è mai stata) perché si gioca e non si interpreta. Come si dovrebbe chiamare?

Il gdr è un gioco fatto per quelle persone alla quale piace vedere dei numeri diventare grandi.

E io sono una di queste.

NB: da non prendere alla lettera.

6 mesi di camminate

Quando decidi di passare da animazioni a 4 frames ad animazioni a 8 frames, non pensare che “tanto sono 4 in più cosa vuoi oh”. E’ per questo che per una semplice animazione come può essere quella di un cane su due piedi con un maglioncino rosso che cammina a destra e a sinistra ci ho messo 6 mesi di lavoro.

Il bello è che 8 frames sono il minimo indispensabile per avere un’animazione fluida, e per questo immagino lo sia uscita abbastanza. Per realizzarla son state adottate anche due tecniche particolari: subpixelling e selective outlining (o selout), che proverò a spiegare in breve visto che questo non è un articolo Pixels? This way! La tecnica del subpixelling è probabilmente la più utile, mentre la selout viene usata quasi esclusivamente per gli sprite di un gioco.

Subpixelling – è una tecnica interessante, che consente di “mimare” un mezzo pixel semplicemente colorandolo di un colore scelto appositamente. Perché c’è il bisogno di un mezzo pixel? Nonostante ormai le risoluzioni dei monitor siano diventate altissime, i vari pixels sono ben distinguibili tra di loro, soprattutto quando parliamo di pixelart. Questo significa che quando un pixel è troppo a destra (o sinistra o quel che cavolo vuoi) un occhio attento lo nota immediatamente. Da qui il bisogno di avere un pixel ancora più piccolo per poter dare l’illusione di avere un oggetto meglio definito.

A sinistra l’animazione senza subpixelling negli occhi, a destra la stessa con subpixelling. So che a lungo andare può provocare mal di testa guardare queste due immagini affiancate, ma abbiate pazienza eh! Aggiungere quei pochi pixels scuri (ma non totalmente, perché invece che essere un pixel nero, deve dare l’impressione di un mezzo pixel, quindi un pixel mezzo nero perché non è possibile tagliare un pixel in due con l’accetta, quindi un pixel marrone) è davvero d’aiuto.

Selective outlining – è una tecnica poco utilizzata fuori dall’ambito del game making: c’è a chi piacciono le linee nere e a chi no. La selout va incontro a quei poveri che stanno nel mezzo, consentendo di avere il bordo dello sprite colorato intelligentemente da avere uno sprite che sta bene sia sotto sfondi chiari, che scuri. Un esempio famoso:


Da notare come i bordi dello sprite cambiano colore a seconda della zona in cui si trovano. Pezzo di Derek Yu.

Detto ciò, come sempre libero il mio hard disk mettendo sull’articolo anche il processo.

Se non sapevate che prima di animare precipitosamente una cosa con tutti i dettagli ci vuole della preparazione, ora lo sapete: come quando si disegna con gli stecchini per dare i primi accenni di corpo, si anima a zone colorate in modo da distinguerle tra di loro. In questa versione manca la coda, che è il pezzo che più di tutto mi ha fatto dannare jesus, la madonna e il grinch tutti insieme. Si ringrazia Peach (Matteo Pescarin) per la dritta sulla coda.

Altre cose che compaiono in questo post:


Primo terreno per Terra.

[Updated] Tablatura di Annozero

Chi segue con orgoglio la trasmissione certamente avrà notato che un tale raffinato programma televisivo non poteva che iniziare le sue puntate con una altrettanto raffinata sigla di apertura. In diversi chiedono la tab per chitarra in internet, e non riescono a trovarla.

Non essendo un fraseggio complicato mi ci è voluto poco per trascriverlo ad orecchio, per poi fornirlo a voi spettatori, assetati di suonarlo nella vostra stanza con un padre simpatizzante del PDL che vi urla contro.

Tablatura e spartito della sigla d'apertura di Annozero

Clicca per ingrandire

Anche se una piccola parte è comunque protetta da CC, date credito e sarete liberi di farne quel che volete.

Edit: aggiornato con il resto della tab, insieme allo spartito.

E il bello è che ci credono

La vita in diretta. Il grande buco della televisione, e il grande tappo.

Il Bungalov dice che è come se gli ideatori mangiassero VHS per una settimana, e cagassero materiale per 3h e 38m da mandare in onda ogni giorno (è chiaro che i meeting si svolgono al cesso). Per chi conosce la trasmissione, mi dispiace che dobbiate subirvi tutto quel lasso di tempo di riciclo degli stessi programmi Rai che sono andati in onda il giorno prima/la settimana corrente e in più anche il Bungalov che con questa descrizione ha ripetuto la ripetizione della trasmissione stessa.

Amici della vita in diretta, questa è la vita in diretta. Siamo in periodo di festival: adesso vengono a dire al santissimo B. che alla fine l’importanza del festival non è tanto la canzone quanto fare spettacolo e ascolti, e questo giustifichi il ripescaggio di un individuo come PUPO! E’ l’affronto alla musica più pubblico che abbia mai sentito, l’hanno sbandierato in tv come se fosse normale che una sfida di musica venga vinta da quanto tempo un autore sia stato in televisione piuttosto per quello schifo di musica che porta… In effetti se dovessero giudicare la musica non ci sarebbe un vincitore, siete tutti delle teste di poop. E non ci poteva essere un esempio più significativo di come questa televisione vada avanti. In quelle tre ore e mezza non si parla d’altro che di Rai, tutta la Rai, dall’uno al due fino al tre. Della Rai di ieri, della Rai di stamattina, e con gli special si tocca la Rai di quando è inizialmente sbarcata sulle televisioni. E’ inconcepibile che nessuno ancora si sia lamentato (non mi aspetto che lo facciano sul serio, non c’è niente di meglio per tenere compagnia alle vecchie). Tocca sempre al Bungalov muovere la prima pedina.

La Rai è una grande famiglia, sì. Quel tipo di famiglia formata solo da incesti. E ne è un esempio la pubblicità della stessa, soltanto 30 centesimi al giorno per tutti quei canali! Ma stiamo scherzando? E’ conveniente come una caserma di pompieri costruita coi fiammiferi sopra un succo di frutta.

Ma alla fine parlando e parlando della stessa Rai (per non citare La vita in diretta, Festa italiana) va a finire che loro stessi ci credono.

Credono che il Festival di Sanremo sia la massima aspirazione alla quale un musicista possa aspirare.
Credono che il palco del Festival di Sanremo sia un’emozione unica, senza rivali ed eguali.
Credono agli alti momenti della televisione italiana.

E il Bungalov in cosa deve credere?

Clicca per vedere il palinsesto Rai