Archive for the 'Carta e penna' Category

Mimo, pro level

Nel 2012…

…e ancora sentono il bisogno di chiamare.

Oh Psychatog

Yo cammello bro

Siamo così sapienti che abbiamo creato un modo per non soffrire le temperature troppo ostili per il nostro delicatissimo tatto. Il fottuto condizionatore. Abbiamo piegato il clima ai nostri voleri, l’abbiamo CONDIZIONATO e sottomesso come un verme che quando piove esce dal terreno e si lascia mangiare dalla gallina come se non fosse nemmeno arrabbiato da questo.

Ma noi uomini intelligenti abbiamo installato suddetti condizionatori in tutte le stanze della casa tranne una, il bagno. E niente, mi ritrovo quindi a sudare venti chili mentre sono li ganzo a defecare.
Per aggiungere la beffa, il clima di deserto che si respira in un bagno non condizionato d’estate è molto favorevole allo svilupparsi di cammelli.

Sarebbe anche ok, se non fosse che i cammelli sono come i cavalli, persone orribili.

Ritratto, matita su carta

Tra le cose che ho aggiunto nel portfolio ci sono anche cose fatte con metodi più tradizionali, come la matita su carta. E’ ormai da troppo tempo che non disegno più in questo modo, non so perché. Ma l’ultimo ricordo che ho di questa modalità è il ritratto che feci alla mia ragazza (aka il primo ritratto in assoluto fatto ad una persona) ed è il seguente:

Di questo però ne ho anche un’altra versione, fotografata dopo averlo finito, ovvero dopo aver reso lo sfondo nero invece che bianco.

Lo posto qui, in esclusiva per il blog:

La qualità purtroppo non è la stessa, ma è apprezzabile comunque.

Analisi e crocifissione del gioco di ruolo

Provenendo direttamente da un gioco di ruolo certe volte mi vien da pensare come sia il mondo là fuori, al di fuori di Kalimdor.

Tutti i generi di videogiochi esistenti hanno certe caratteristiche, ma la cosa più interessante è che ognuno di questi premia qualcosa che solo il giocatore ha e deve utilizzare per poter giocare al meglio. Se devo pensare a quali abilità ogni genere mette sul tavolo del player, questo è quello che riesco a tirare fuori:

  • FPS – Destrezza e riflessi;
  • RTS – Comando e capacità di controllare grandi quantità di unità in tempo reale;
  • TBS – Strategia militare;
  • Punta e Clicca – Fantasia e creatività;
  • Sport – Conoscenza delle regole e strategie di quel particolare sport;
  • Platform – Precisione nell’uso dei comandi;
  • Tomb Raider Series – La tua idea che archeologia e tette vadano d’accordo;
  • The Sims – La tua femminilità nascosta capace di arredare un bagno;
  • RPG/MMORPG – ?

E’ esatto. Il gioco di ruolo non premia niente. E’ lento, noioso, fatto di mille letture e/o filmatini. Non hai bisogno di essere particolarmente veloce o attento, e questo fa sì che tutti possano diventare bravi in questo genere (e nonostante questo non attira comunque buona parte dei gamers). Ma più di tutte il gioco di ruolo è lento!

Non solo devi raccogliere oggetti, raggiungere un certo livello altrimenti gli avversari ti fanno fuori, equipaggiarti al meglio e quindi farmare la moneta corrente del gioco, leggere dialoghi di storia senza fine, scoprire tutti i segreti… ma la mappa in cui di solito si svolge il gioco è immensa! Non mi stupisce affatto che nei gdr moderni non ci sia il contapassi.

Il gdr è un riadattamento dei famosi rogue-like per avere un’esperienza di gioco simile ma più vasta e varia. Non si può pretendere troppo però da un genere che nasce da un altro genere noioso, infatti è stato miscelato.

Il gioco di ruolo vero e puro è qualcosa che ormai esiste solo in rete (e nella misteriosa nazione giapponese) ed il MMORPG è probabilmente il genere più odiato e controversalmente amato di sempre. Ma non tutto è perduto: l’essenza e tutti i tratti positivi che il gdr possa avere sono perfetti per mischiarsi a qualunque altro genere in esistenza al momento!

Per citarne alcuni: Borderlands è uno sparattutto con qualche elemento da gioco di ruolo; Need for Speed è un gioco di guida con qualche elemento da gioco di ruolo, Warcraft III è uno strategico in tempo reale con elementi da… allo stesso modo è vero il contrario in quanto giochi come Mass Effect e Fallout 3 sono dei gdr con elementi da sparattutto mentre Dragon Age contiene elementi da gioco di strategia a turni. Che fine ha fatto il genere vero e proprio?

Ve lo dice la tripla B. E’ deceduto tanti anni fa. Mentre tanti altri giochi continuano ad essere fedelissimi al proprio genere, le pecche della quale soltanto il gdr è composto fanno sì che diventi ripetitivo dopo uno o due titoli della stessa serie. Come mai questo non viene praticamente mai detto per tutti gli altri generi? La risposta è celata nei difetti del gioco.

  • É un genere lento – Perché mi fai correre un tratto di strada pari a tre vie reali di centro soltanto per consegnare una lettera misteriosa che non posso nemmeno leggere? Se non voglio uscire di casa e giocare ad un gioco non significa che debba fare i metri non percorsi nella vita reale sul computer. Tanto non dimagrisco. Non mi fa bene. Sì, ok, il paesaggio è bello e curato ma non ne vale la pena. Meglio un titolo uguale al precedente ma rapido piuttosto che la stessa solfa lunga più della trilogia estesa del Signore degli Anelli di fila.
  • É sbilanciato – Perché dovrei picchiare gli avversari con la spada di legno che mi ha dato il nonno prima di morire dicendomi di partire all’avventura, quando potrei prendere in mano un grenade launcher? Per poi scoprire che l’arma finale del gioco – un bastone magico – è più forte di un’arma esplosiva! In certi giochi conta soltanto l’equipaggiamento, non il modo in cui si gioca.
  • Si perde in frivolezze, la maggior parte dovuti all’interfaccia – Se l’equipaggiamento e la raccolta di oggetti è così importante perché mi fate perdere tempo a sistemare gli oggetti nell’inventario, in alcuni casi stando anche attenti a quanti spazi occupino? Sembra più tetris con elementi di gioco di ruolo. É inoltre abbastanza brutto scoprire che (probabilmente per colpa dei controlli delle consolle) giochi come Mass Effect non possano avere un sistema di inventario decente.
    Chrono Trigger 1 – Mass Effect 0.
  • L’interpretazione del personaggio – Non è nemmeno corretto chiamare il genere con il suo nome. Non è più un gioco di ruolo (o meglio ancora, la versione digitale non lo è mai stata) perché si gioca e non si interpreta. Come si dovrebbe chiamare?

Il gdr è un gioco fatto per quelle persone alla quale piace vedere dei numeri diventare grandi.

E io sono una di queste.

NB: da non prendere alla lettera.

[Sketch] Jauzi

IMG_0628_curv modSo che si dovrebbe fare prima l’abbozzo, e poi la realizzazione… ma fa niente.

Come si può notare uno Jauzi è talmente tanto muscoloso da avere quattro pettorali, con di conseguenza quattro capezzoli. Nonostante tutto le gambe e gli avambracci sono particolarmente sottili, ma è la massa della parte superiore del corpo che gli consente di raggiungere un’altezza spropositata.

Durante una discussione con Dogghe, inoltre, si ipotizzava una possibile versione femminile, così come altre caratteristiche di razza e un po’ della loro cultura. Riassumendolo in punti si è giunti più o meno a questo:

  • le donne sono dotate di corna, e volendo anche una folta chioma resa bionda dai colpi di sole;
  • il sesso femminile punta sull’agilità e sulla resistenza fisica;
  • tendono a stare rintanate in casa, a dispetto della razza maschile, e alle volte la casa la ricavano proprio loro, da un cumulo di rocce, una grotta o sotto terra;
  • è quindi loro compito accudire la casa e scavare tunnel, in quanto è nella loro indole lavorare faticosamente;
  • il maschio si occupa della caccia, aiutandosi con la mimetizzazione tra le rocce del deserto;
  • è una razza asociale, ama stare soltanto con gruppi o tribù, della loro stessa razza, tuttavia coloro che decidono di stabilirsi nelle metropoli (rarissimi casi, 2 Jauzi per metropoli in media) tendono a mercificare le loro prestanze fisiche, facendosi assoldare come mercenari o semplicemente lavorando in miniera;
  • stabilirsi in una metropoli è comunque per la razza un segno evidente di debolezza, è quindi tabù da sempre proliferare e mettere su famiglia in una metropoli, senza contare che dalle grandi città la maggior parte degli Jauzi viene cacciata per evidenti motivi, quali la carenza di alloggi della loro misura, il terrore dei concittadini…
  • esistono stabilimenti di Jauzi appena ai confini delle metropoli, con strutture costruite da loro e in ogni caso lontani dalle tribù selvagge degli altri Jauzi.

Tratto da una storia vera

fumetto