Author Archive for asukicco

Ottone e amici, foto di gruppo

Una versione aggiornata del vecchio pezzo Ottone, che questa volta vede ottone e i suoi due amici mentre si scattano una foto con autoscatto davanti ad un magnifico panorama.

Clicca l’immagine per vederla nella sua dimensione originale.

Saxpipe

When the Jazz music flows thin like smoke from a very good pipe tobacco.
Made with a tablet.

Un grazie a tutti quelli che mi hanno dato qualche dritta. Mi sono ispirato a questa copertina di Miles Davis.

Mimo, pro level

Nel 2012…

…e ancora sentono il bisogno di chiamare.

Oh Psychatog

Yo cammello bro

Siamo così sapienti che abbiamo creato un modo per non soffrire le temperature troppo ostili per il nostro delicatissimo tatto. Il fottuto condizionatore. Abbiamo piegato il clima ai nostri voleri, l’abbiamo CONDIZIONATO e sottomesso come un verme che quando piove esce dal terreno e si lascia mangiare dalla gallina come se non fosse nemmeno arrabbiato da questo.

Ma noi uomini intelligenti abbiamo installato suddetti condizionatori in tutte le stanze della casa tranne una, il bagno. E niente, mi ritrovo quindi a sudare venti chili mentre sono li ganzo a defecare.
Per aggiungere la beffa, il clima di deserto che si respira in un bagno non condizionato d’estate è molto favorevole allo svilupparsi di cammelli.

Sarebbe anche ok, se non fosse che i cammelli sono come i cavalli, persone orribili.

La pesantezza del musicista

Nella speranza che quanto segue possa interessarvi e possa indurvi a prendere delle decisioni al riguardo, vi trascrivo un pensiero che fino ad ora ho sempre tenuto privato.

Nella vita di tutti i giorni, il musicista è sicuramente la persona più svantaggiata. Generalmente non importa di quale categoria di musicisti stiamo parlando, supponiamo che l’artista in questione abbia preso in mano diverse volte uno strumento musicale qualunque e che abbia buon gusto (“buon gusto” non è una delle espressioni che preferisco usare, ma rende l’idea).

Supponiamo anche che volentieri ci si perde nell’estasi delle note, nella danza dei fraseggi, in un duetto vocale azzeccato e in una dissonanza di note blu. Detto questo prendiamo tale artista (non per forza all’attivo, anche solo un critico o un appassionato) e una persona comune, una senza gusti particolari, una che ascolta un po’ di tutto.

Di recente sono venuto a capo di una teoria, non sapendo quale nome dargli la chiamerò semplicemente “del muro”. Il musicista è una persona che, non importa in quale ambiente si trova, in che contesto o per quanto tempo, la musica la ascolta, non la sente. Questo significa che quando tale musica non è di suo gradimento, soffre.

Per lui, la musica che accomuna tutte quelle persone che ascoltano un po’ di tutto non si può sopportare. Per meglio esprimere il concetto, è come un muro bianco con al centro un chiodo. Esattamente, il chiodo non è nemmeno storto, è perfettamente dritto e noioso.

Il musicista è costretto a prestare l’orecchio a quella musica che gli dispiace, per via della sua attitudine alle note. E’ come se stesse fissando un muro vuoto, con un chiodo in mezzo. Il chiodo rappresenta la parte che in questa musica sofferente è diciamo la più curata, quasi sempre la voce. Nonostante questo è noiosa come un chiodo. Tutta la superficie bianca invece è il sottofondo musicale, piatto quanto l’intonaco, scolorito quanto l’intonaco.

Ora, se noi passeggiando vediamo tale muro, l’unica cosa sulla quale ci soffermiamo è il chiodo, ed infatti il sottofondo musicale è talmente trascurato da non essere importante per queste canzoni. E’ lì per essere da supporto al chiodo.

Cambiamo per un attimo genere. Assoli strumentali, grida vocali, note alte e basse in un intreccio degno del più talentuoso musicista, fraseggi poco scontati e da brivido. Per il musicista sarà come guardare una parete colma di quadri, opere d’arte, lavori che chiedono, supplicano di venire scrutate per ore e ore, nei minimi dettagli.

Mentre l’ascoltatore medio passa avanti dopo aver dato uno sguardo fuggente alla parete (ovvero cambia traccia nonostante la canzone non sia finita) perché sì – in fondo in fondo la cosa non gli interessa – il musicista orgasma. E si gode tutta la galleria, orgasmi multipli.

E’ evidente che la persona comune possiede la capacità di non prestare attenzione a niente, di tenersi la musica nello sfondo perché ci sono cose più importanti nella vita… ma il musicista è maledetto, non può fare a meno di prestare orecchio a tutto perché lui quelle cose le capisce, per quanto blande, piatte e noiose possano essere certe volte, lui le capisce.

A nome di tutte le persone particolari: non mettete in autobus la nuova canzone techno già vecchia nel cellulare, non accendete l’autoradio per sintonizzarvi su radio margherita solo musica italiana, non fate passare Laura Pausini ed Eros Ramazzotti in spagnolo nelle casse del Mercadona, non fateci tornare a casa con una testa così pesante. Per il bene del nostro spirito che ha sempre appetito di fraseggi, fateci fare una dieta regolare.

Non costringeteci a fissare il chiodo nel muro.

Grazie.

* Update 21 Nov 2011: ci sono dei generi particolarmente creativi che possiamo considerare come un martello per fare di quei miseri chiodi nel muro un appiglio per nuove idee.
Grazie Mr. Zarketti.

Uomo d’ottone

Inizialmente, quando ho iniziato a scrivere il mio portfolio con il mio editor preferito, non avevo niente di preciso per la mente. Tutto è venuto man mano che scrivevo, e per questo motivo non avrei mai pensato che mi sarebbe servita un’immagine di sfondo.

Quindi, di fretta e furia, ho fatto questo piccolo pezzo:


E’ piuttosto grande, clicca!

Se anche voi avete mai pensato di fare una cosa simile, consiglio a tutti questa tavoletta grafica, economica ma di alta elevatura:

Una Bamboo Pen della Wacom, appena 50 euri. E ne vale di più, a mio parere.

Pelle di talpa

Un medium che adoro è il Moleskine. Mi piace la sua carta, la sua estetica, la sua qualità e il suo odore (un po’ di merda).

Disegnati con una penna 0.1 nel 2009 (un anno in cui ho fatto molta roba, a quanto pare) in quest’ordine:

Turbata quiete

Un gruppetto di amici del bosco vengono interrotti mentre si godevano un gelato, una bibita e delle patatine, da un astrorso spaziale.

 

L’avvento del Ramen no Rippou

Tra i vapori di un ristorante di Ramen posto in una zona remota e sconosciuta, nasce il cubo di Ramen. Questo cubo viaggerà nei posti più pittoreschi per assimilare le basi culinarie di tutto il mondo, e fonderle nel ramen contenuto al suo interno. Quando il viaggio finirà, si aprirà in tutta la sua bellezza.

 

Il Ramen no Rippou va in Transilvania

Ritratto, matita su carta

Tra le cose che ho aggiunto nel portfolio ci sono anche cose fatte con metodi più tradizionali, come la matita su carta. E’ ormai da troppo tempo che non disegno più in questo modo, non so perché. Ma l’ultimo ricordo che ho di questa modalità è il ritratto che feci alla mia ragazza (aka il primo ritratto in assoluto fatto ad una persona) ed è il seguente:

Di questo però ne ho anche un’altra versione, fotografata dopo averlo finito, ovvero dopo aver reso lo sfondo nero invece che bianco.

Lo posto qui, in esclusiva per il blog:

La qualità purtroppo non è la stessa, ma è apprezzabile comunque.