Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai corinzi

Entrammo tutti, per consumare insieme quella che sarebbe stata l’ultima cena.
Ci stava proprio una foto ricordo, ma Matteo si dimenticò il rullino.
Gesù ingaggiò un pittore, poco male. I pennelli mi fanno più snello.

Ed entrò Giuda in sala, nessuno l’aveva invitato.
Era insolito, indossava dei grandi occhiali da sole e un cappello all’indietro.
Ci intimò:

“Yo! Yo! Questo è il Giu-da-rap!
Sono sem-pre-me, occhiali e-ber-ret!
Perché mi-guar-date! Passo sem-pre-io
per il tra-di-tore, manco fos-si-Dio!
In fondo io-non-credo al pane ed-il-vino!
Ma vi la-scio-ora al vostro con-do-minio,
Troppo po-po-lare per un bi-lo-cale.
Per un so-lo-bacio dato al-mes-sia mi
fate-pas-sare per un gay-che-sia.
Se lo scrivere-te-nelle vostre pa-gine-corrotte
Prendo il-Ge-sù e lo pi-glio a-botte!”

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