Tazze – contenitori della felicità

Vado matto per le tazze. E questo è un ottimo motivo per distaccarmi un attimo dal parlare di pixelart.

Forse non è un piacere che si riscontra ovunque, forse sì; magari qualcuno potrebbe deridermi mostrandomi la sua collezione di francobolli, meglio ancora, di schede telefoniche. E come dargli torto, una collezione di francobolli è più utile, ti assicuri una potente lente di ingrandimento in casa.

Non parlo in particolare, però, delle mitiche tazze. Ne analizzerò gli aspetti più interessanti che potremo riscontrare quotidianamente.

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Il nostro approccio di routine con una tazza:

Le dita, o le mani nei casi più fortunati (vedremo poi perché), nella maniglia; le labbra nei bordi della tazza.

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Mi concentrerò di più sul problema che ci affligge tutti: lo spazio della maniglia.

Non posso concentrarmi mentre cerco di bilanciare la tazza, soltanto perché la sua maniglia è troppo stretta per permettere anche solo a tre dita, di poter passare. Il peso si sbilancia verso l’esterno rischiandoci di far cadere il contenuto sul pavimento.

Potete permettervelo? Beviamo qualcosa da una tazza, che non sia di caffé, minimo una volta alla giornata, massimo 4 (in media). Ma prendiamo un caso: due volte al giorno. Se ogni volta dovessimo sopportare tutto il peso in tre povere dita, avremmo sicuramente problemi al polso. Se ogni volta ci cadesse il contenuto sulle piastre, sarebbero almeno 1/6 di tazza irreversibili. Danni irreparabili, non si può recuperare quel che è caduto. Moltiplichiamolo per due: 1/3 di liquido. Alla fine cosa beviamo? 2/3 di tazza!

1/3 di gustosissimo succo. Siete allibiti come me mentre lo scrivo? Un terzo!

In ogni caso, non voglio beccarmi i dolori al polso dopo aver evitato per anni il tunnel carpale della tastiera.

Non voglio bere da una tazza con una maniglia piccola, tengo alla mia vita. Preferisco bere da una cosa simile:

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Sarebbe anche una nuova esperienza.

La soluzione per tutti i giorni quale sarebbe? Io ho risolto! Se la dimensione della maniglia dipende anche dalla superficie dov’essa deve stare, basta aumentarne l’altezza… d’altronde nessuno creerebbe una tazza sproporzionata, una handicup.

Ecco la soluzione (siamo anche in tema natalizio):

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Stupende. Un ibrido tra tazza, boccale di birra e bicchiere del Long Island. Di una comodità assurda, potrebbero dare anche un certo stile durante il consumo.

Ora, mi congedo senza lasciarvi così, con le mani in mano. Vi offro l’opportunità di poter comperare la tazza suprema.

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Se amate inzuppare biscotti digestivi nel vostro thé o caffé, questa è la soluzione al problema delle “mai abbastanza mani” (ok, problema è forse un’esagerazione), la dunk mug (boccale inzuppa). La dunk mug ha uno scompartimento nel fondo per tenere i tuoi biscotti prima di inzupparli. così puoi reggere la tazza con una mano e prendere un biscotto alla volta, pronto per venir inzuppato.

Comprate, comprate, comprate!

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